Fino a poco tempo fa, per Giuseppina, settantotto anni, ogni visita dal medico era un'impresa. Vive in un paesino di montagna in Carnia, a cinquanta chilometri da Udine, dove l'ambulatorio del medico di famiglia è aperto solo due mattine alla settimana. Lei non guida più e l'autobus passa tre volte al giorno. Per un semplice controllo della pressione o per rinnovare una ricetta, doveva chiedere un passaggio al figlio, che lavora in città, e spesso aspettare ore in sala d'attesa.
Da un anno, però, la sua azienda sanitaria ha attivato un servizio di televisita: il medico e il paziente si vedono in videochiamata, attraverso un'applicazione sicura. Il figlio di Giuseppina ha installato l'app sul tablet della madre e le ha insegnato a usarla. «All'inizio non mi fidavo», racconta lei. «Mi sembrava una cosa da giovani. E poi, come fa un medico a curarti se non ti tocca?»
La prima televisita è stata buffa. Giuseppina teneva il tablet così vicino alla faccia che il medico vedeva solo il suo naso. Poi non sentiva niente, perché aveva abbassato il volume. Ma il dottor Zanier, paziente e sorridente, l'ha guidata passo dopo passo. Oggi Giuseppina misura la pressione a casa con un apparecchio elettronico, scrive i valori in un quaderno e una volta al mese li legge al medico in videochiamata. Le ricette arrivano direttamente in farmacia.
I vantaggi sono evidenti, soprattutto per chi abita lontano o ha difficoltà a muoversi. Si risparmia tempo, si evitano viaggi e attese, e si riduce il rischio di prendere infezioni in sala d'attesa. Anche per i medici è più facile seguire i pazienti con malattie croniche, come il diabete o l'ipertensione.
Ma la televisita ha anche dei limiti. Non sostituisce la visita in presenza quando serve auscultare il cuore, toccare la pancia o fare un esame. Inoltre, richiede una buona connessione internet, che in alcune zone di montagna è ancora un problema. E molti anziani non hanno nessuno che li aiuti con la tecnologia.
«Non è la stessa cosa che vedere il dottore di persona», ammette Giuseppina. «Ma quando nevica e la strada è chiusa, è una benedizione. E poi», aggiunge ridendo, «il dottor Zanier mi vede sempre con la messa in piega fatta.»