Fino a un anno fa, Franco, cinquantadue anni, ragioniere in uno studio di Brescia, era il tipo di persona che nessuno nota. Lavorava da trent'anni nello stesso ufficio, parlava poco, alle cene aziendali si sedeva sempre in fondo al tavolo. Quando qualcuno gli chiedeva che cosa facesse nel tempo libero, rispondeva: «Niente di speciale.» La verità era che non faceva quasi niente. Dopo il divorzio, le serate le passava davanti alla televisione.
Tutto è cambiato per caso. Una sera di settembre, tornando a casa, è passato davanti a una chiesa e ha sentito della musica. La porta era aperta. Dentro, una trentina di persone di tutte le età stava provando un canto a quattro voci. Franco si è fermato sulla soglia, incantato. Alla fine delle prove, la direttrice, una donna energica di nome Rita, lo ha visto e gli ha chiesto: «Vuole entrare? Ci mancano proprio i bassi.»
Franco ha detto di no, ovviamente. Non aveva mai cantato in vita sua, se non sotto la doccia. Ma la settimana dopo è tornato. E quella dopo ancora. Alla terza volta, Rita gli ha messo in mano uno spartito e lo ha fatto sedere tra i bassi, accanto a un pensionato di nome Aldo che gli ha sussurrato: «Tranquillo, all'inizio nessuno sa leggere le note. Segui me.»
I primi mesi sono stati difficili. Franco cantava a voce bassissima, per paura di sbagliare. Ma Rita insisteva: «Il coro è come una famiglia: se qualcuno sbaglia, gli altri lo coprono. L'importante è respirare insieme.» Poco a poco la sua voce è diventata più sicura. Ha scoperto di avere un timbro profondo e caldo, che tutti gli invidiavano.
A dicembre il coro ha fatto un concerto di Natale nella stessa chiesa. Davanti a duecento persone, Franco ha dovuto cantare anche un breve assolo. Le gambe gli tremavano, ma la voce no. Alla fine, quando il pubblico ha applaudito, si è commosso.
Oggi il coro è diventato il centro della sua settimana: due prove, il martedì e il giovedì, e spesso una pizza con gli altri dopo. Anche in ufficio i colleghi hanno notato il cambiamento. «Sorride di più», dicono. E alla domanda «Che cosa fai nel tempo libero?», Franco adesso risponde con orgoglio: «Canto.»