Gentile professoressa Mancini,
le scrivo a nome di tutta la classe 3ªB per ringraziarla della gita a Urbino della settimana scorsa. Sinceramente, quando ci ha detto che saremmo andati a visitare una città del Rinascimento invece che un parco divertimenti, eravamo un po' delusi. Ma devo ammettere che ci siamo sbagliati.
Già l'arrivo è stato emozionante. Dopo tre ore di pullman da Bologna, abbiamo visto la città apparire sulla collina, con le mura e le due torri del Palazzo Ducale. Lei ci aveva spiegato che Urbino, nel Quattrocento, era una delle corti più importanti d'Europa, grazie al duca Federico da Montefeltro. Vederla dal vivo è stato completamente diverso dal leggerlo sul libro di storia.
La visita al Palazzo Ducale è stata la parte più interessante. La guida, un signore simpaticissimo con la barba bianca, ci ha mostrato lo studiolo del duca, una piccola stanza con le pareti coperte di legno intarsiato. Sembravano veri scaffali con libri, strumenti musicali e perfino un gatto, ma era tutto un'illusione fatta con pezzi di legno di colori diversi. Marco ha passato dieci minuti a cercare di toccare il gatto. Poi abbiamo visto il famoso ritratto del duca di profilo, con il naso rotto, e la guida ci ha raccontato che aveva perso un occhio in un torneo.
Nel pomeriggio abbiamo visitato la casa natale di Raffaello. È stato commovente pensare che un ragazzo nato in quelle stanze sia diventato uno dei pittori più grandi della storia. Giulia, che vuole fare l'Accademia di Belle Arti, si è commossa davvero.
Anche il tempo libero è stato bello. Abbiamo mangiato la crescia, una specie di piadina tipica, e abbiamo camminato per i vicoli ripidissimi del centro. Alcuni di noi si lamentavano delle salite, ma il panorama dalla Fortezza ripagava ogni fatica.
Ci scusiamo ancora per il ritardo al pullman alla fine della giornata: è stata colpa del gelataio, non nostra! Speriamo che il prossimo anno si possa organizzare un'altra gita come questa. Magari a Ravenna, per vedere i mosaici di cui ci ha parlato.
Con affetto,
Sara Bertolini, rappresentante della 3ªB