Quando Alessio ha proposto alla sua compagna Giorgia un weekend in un rifugio sulle Alpi Apuane, lei ha accettato con entusiasmo. Poi lui ha aggiunto un dettaglio: «Non c'è la corrente elettrica. Né il segnale del telefono.» Giorgia, che lavora nel marketing digitale e controlla le email anche in vacanza, ha esitato a lungo. Alla fine ha detto di sì, ma con una condizione: portare un libro di scorta, nel caso si annoiasse.
Per arrivare al rifugio hanno camminato tre ore su un sentiero ripido, con gli zaini pesanti. Il paesaggio era spettacolare: boschi di castagni, pareti di marmo bianco che brillavano al sole, e in lontananza, nelle giornate limpide, il mare. Il rifugio era una casetta di pietra a milleseicento metri, gestita da una coppia di pensionati, Dino e Franca, che ci passano tutta l'estate.
All'inizio, per Giorgia, è stato strano. Cercava il telefono in tasca ogni dieci minuti, per abitudine, anche sapendo che non c'era campo. La luce veniva solo da qualche pannello solare, sufficiente per due lampadine, e dalle candele. L'acqua arrivava da una sorgente, fredda come il ghiaccio. Il bagno era fuori, in una piccola baracca di legno.
Ma poco a poco, il ritmo è cambiato. La sera hanno cenato con gli altri ospiti, otto escursionisti arrivati da tutta Italia, a un unico tavolone di legno. Franca ha servito una zuppa di farro e un arrosto cotto nella stufa a legna. Dopo cena Dino ha preso la fisarmonica e qualcuno ha cominciato a cantare. Giorgia, che di solito si addormenta guardando una serie, è uscita a guardare il cielo: non aveva mai visto così tante stelle. Ha riconosciuto perfino la Via Lattea.
La mattina dopo si è svegliata alle sei, senza sveglia, riposata come non le capitava da mesi. Hanno fatto colazione con pane, burro e marmellata fatta da Franca, e sono saliti sulla cima più vicina per vedere l'alba.
Scendendo, domenica pomeriggio, il telefono di Giorgia ha ricominciato a suonare: centoventi notifiche, quaranta email. Si è fermata un attimo a guardarle. Poi ha rimesso il telefono nello zaino. «Possono aspettare fino a lunedì», ha detto. E il libro di scorta? Non l'aveva neanche aperto.