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Il negozio che non esisteva

CEFR level B1 · Topic: Media

Tutto è cominciato con una pubblicità su un social network. Mentre scorreva le foto sul telefono, una sera di novembre, Daniela, quarantotto anni, impiegata comunale a Rovigo, ha visto un'offerta incredibile: un piumino invernale di una marca famosa, scontato del settanta per cento. Il sito sembrava professionale, con belle foto, recensioni entusiaste e perfino un timer che diceva: «Offerta valida ancora per 2 ore». Daniela ne ha ordinati due, uno per lei e uno per la figlia. Ha pagato centoventi euro con la carta di credito.

Dopo tre settimane, il pacco non era ancora arrivato. Daniela ha cercato di contattare il negozio, ma l'indirizzo email non rispondeva e il numero di telefono non esisteva. Quando è tornata sul sito, era scomparso. Al suo posto c'era una pagina bianca.

Solo allora ha cominciato a fare delle ricerche. Ha scoperto che quel sito era una delle tante truffe che compaiono sui social prima dei periodi di grandi acquisti, come Natale o i saldi. Il nome era molto simile a quello del negozio vero, con una lettera di differenza. Le recensioni erano false, scritte tutte negli stessi giorni. E l'indirizzo del sito era stato registrato solo un mese prima.

Su consiglio di un collega, Daniela ha chiamato subito la banca per bloccare la carta e ha chiesto il rimborso dell'acquisto, spiegando che si trattava di una frode. Poi ha fatto una segnalazione alla Polizia Postale, il reparto che si occupa dei reati informatici. L'agente che l'ha ascoltata le ha spiegato che questi casi sono in forte aumento e che, purtroppo, i truffatori spesso hanno sede all'estero e sono difficili da trovare.

Fortunatamente, dopo circa un mese, la banca le ha restituito i soldi. Ma Daniela ha imparato la lezione, e ora dà a tutti gli stessi consigli: diffidare dei prezzi troppo bassi, controllare bene l'indirizzo del sito, cercare il nome del negozio su internet insieme alla parola «truffa», e pagare sempre con metodi che permettono di chiedere il rimborso. «Mi sentivo una stupida», ammette. «Ma ho capito che può succedere a chiunque. L'importante è parlarne.»

Glossary

scorrere
to scroll
il piumino
down jacket, puffer
scontato
discounted
entusiasta
enthusiastic
valido
valid
scomparire
to disappear
i saldi
the sales
registrare
to register
la frode
fraud
la segnalazione
report
la Polizia Postale
Italian police unit for cybercrime
il reato informatico
cybercrime
in forte aumento
sharply rising
il truffatore
fraudster
avere sede
to be based
diffidare di
to be wary of

Comprehension questions

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  1. Dove ha visto l'offerta Daniela?
    • In un negozio
    • In televisione
    • In una pubblicità su un social network
    • In una email della banca
  2. Che cosa c'era sul sito per spingere a comprare subito?
    • Una telefonata
    • Un regalo gratis
    • Un video
    • Un timer che indicava la fine dell'offerta
  3. Vero o falso? Il pacco è arrivato con tre settimane di ritardo.
  4. Quale indizio della truffa ha scoperto Daniela?
    • Il nome del sito aveva una lettera di differenza da quello vero
    • I prezzi erano normali
    • Il negozio era in Italia
    • Il sito era in inglese
  5. Di che cosa si occupa la Polizia Postale?
    • Dei reati informatici
    • Dei pacchi
    • Delle lettere perse
    • Delle multe
  6. Perché i truffatori sono difficili da trovare?
    • Perché non usano internet
    • Perché cambiano nome ogni giorno
    • Perché spesso hanno sede all'estero
    • Perché la polizia non li cerca
  7. Vero o falso? Alla fine la banca le ha restituito i soldi.
  8. Quale consiglio dà Daniela?
    • Pagare con metodi che permettono il rimborso
    • Non comprare mai online
    • Usare sempre i contanti
    • Comprare solo sui social

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