Da quando lavora da casa come traduttrice, Serena conosce a memoria tutti i rumori del suo palazzo di Cesena: l'ascensore che cigola, il vicino del primo piano che canta sotto la doccia, la lavatrice della signora del quarto. Ma da quattro mesi c'è un rumore nuovo che le sta rendendo la vita impossibile: Rocky, il pastore australiano dei vicini del piano di sopra, che abbaia dalle otto del mattino alle sei di sera.
I padroni di Rocky, una giovane coppia, lavorano tutti e due fuori casa. Quando escono, il cane resta solo sul balcone, e abbaia. Abbaia ai piccioni, alle macchine, al postino, al nulla. A volte ulula in modo straziante. Serena, che deve concentrarsi su testi giuridici complessi, ha provato di tutto: tappi per le orecchie, cuffie con musica, perfino lavorare in biblioteca. Ma non può passare tutte le giornate fuori casa.
All'inizio non voleva disturbare. Un sabato mattina ha preso coraggio e ha suonato il campanello dei vicini. Le ha aperto Luca, il padrone, con un sorriso imbarazzato. Serena ha spiegato la situazione con calma, senza accusare nessuno. Luca è sembrato sinceramente sorpreso: «Non sapevamo che abbaiasse così tanto! Quando ci siamo noi, è tranquillissimo.»
Serena gli ha mostrato una registrazione fatta con il telefono: dieci minuti di abbaiamento continuo. Luca è diventato serio. Ha spiegato che avevano adottato Rocky da poco e che il cane, probabilmente, soffriva di ansia da separazione. «Non è cattivo», ha detto. «Si sente solo.»
Nei giorni successivi la coppia ha consultato un educatore cinofilo. Il consiglio è stato chiaro: un pastore australiano è un cane da lavoro, con moltissima energia, e non può passare dieci ore da solo senza fare niente. Hanno quindi cambiato le abitudini: una lunga passeggiata la mattina presto, un dog sitter che lo porta fuori a mezzogiorno e dei giochi interattivi pieni di crocchette per tenerlo occupato. Il cane non sta più sul balcone, ma in casa.
In un mese la situazione è migliorata moltissimo. Rocky abbaia ancora ogni tanto, ma Serena riesce a lavorare. E qualche volta, quando la coppia è in ritardo, è proprio lei a portarlo a spasso. «Alla fine», dice ridendo, «ho guadagnato un amico a quattro zampe e due vicini simpatici. E anche un po' di silenzio.»