Giovedì sera la sala del consiglio comunale di Faenza non era mai stata così piena. Centocinquanta posti a sedere, almeno trecento persone: in piedi lungo le pareti, sedute sui gradini, perfino nel corridoio. Tutti erano venuti per lo stesso motivo: il progetto di costruire un grande supermercato con parcheggio sull'area verde di via dei Mille, un prato di due ettari dove da trent'anni i bambini giocano a pallone e gli anziani portano a spasso il cane.
Il sindaco ha aperto la seduta spiegando le ragioni dell'amministrazione. Il terreno è di proprietà privata, e l'azienda che vuole costruire il supermercato si è impegnata a pagare al Comune un milione di euro in opere pubbliche: una nuova rotonda, la ristrutturazione della scuola elementare del quartiere e un piccolo parco giochi. Inoltre, il supermercato creerebbe circa sessanta posti di lavoro. «In un momento economico difficile, non possiamo dire di no senza pensarci», ha detto.
Appena ha finito di parlare, dalla sala sono partiti fischi. Una portavoce del comitato «Salviamo il prato», Elisa Montanari, ha preso il microfono. «Ci state proponendo di scambiare l'unico spazio verde del quartiere con un parcheggio e una rotonda», ha detto. «I bambini non giocheranno sulla rotonda.» Ha ricordato che in un raggio di tre chilometri ci sono già quattro supermercati, e che i piccoli negozi del centro rischiano di chiudere. Gli applausi sono durati un minuto.
Non tutti, però, erano contrari. Un giovane disoccupato ha detto che sessanta posti di lavoro non sono pochi, e che il prato «è pieno di zanzare e di cartacce». Una signora anziana ha fatto notare che non ha la macchina e che il supermercato più vicino è a quaranta minuti a piedi. In sala qualcuno ha borbottato, ma il presidente del consiglio ha chiesto rispetto per tutte le opinioni.
La discussione è andata avanti fino a mezzanotte. Alla fine, il sindaco ha fatto una proposta di compromesso: chiedere all'azienda di costruire il supermercato su un'area industriale abbandonata dall'altra parte della città, e trasformare il prato in un parco pubblico vero, con alberi, panchine e illuminazione. L'idea dovrà essere discussa con l'azienda nelle prossime settimane.
Uscendo dalla sala, Elisa Montanari era cautamente ottimista. «È un primo passo», ha detto. «Ma resteremo vigili.»