Dopo la maturità, a diciannove anni, Giulia non sapeva cosa fare. Le piacevano le lingue, ma non era sicura di voler andare all'università. I suoi genitori, a Rimini, insistevano perché si iscrivesse subito. Lei, invece, sentiva il bisogno di partire. Così ha trovato un compromesso: un anno come ragazza alla pari in Irlanda, per migliorare l'inglese e capire che cosa volesse dalla vita.
Ha trovato la famiglia tramite un'agenzia specializzata. Gli O'Brien vivevano in una casa a schiera alla periferia di Dublino: lui ingegnere, lei medico, e tre bambini di tre, sei e otto anni. In cambio di vitto, alloggio e una piccola paghetta settimanale, Giulia doveva occuparsi dei bambini circa trenta ore alla settimana: accompagnarli a scuola, preparare la merenda, aiutarli con i compiti e, ogni tanto, fare da babysitter la sera.
I primi due mesi sono stati durissimi. L'inglese che aveva studiato a scuola non le serviva quasi a niente: il signor O'Brien parlava con un accento fortissimo, e i bambini usavano parole che lei non aveva mai sentito. Pioveva quasi ogni giorno, e alle quattro del pomeriggio d'inverno era già buio. Il più piccolo, Liam, piangeva ogni volta che la mamma usciva, e rifiutava di farsi vestire da «quella ragazza strana». Giulia, la sera, chiamava sua madre in lacrime.
Poi, quasi senza accorgersene, le cose sono migliorate. Ha cominciato a frequentare un corso di inglese serale, dove ha conosciuto ragazze alla pari di tutto il mondo: spagnole, brasiliane, tedesche, coreane. Il fine settimana esploravano insieme la costa irlandese. Liam, un giorno, le ha portato un disegno: c'era lei, con i capelli lunghi e un cuore rosso. Da quel giorno non ha più pianto.
Alla fine dell'anno, Giulia parlava un inglese fluente, con un leggero accento irlandese che faceva ridere i suoi amici italiani. Ma soprattutto, aveva capito una cosa importante su sé stessa: le piaceva lavorare con i bambini. Tornata in Italia, si è iscritta a Scienze della formazione primaria per diventare maestra.
Con gli O'Brien è rimasta in contatto. Ogni Natale riceve una cartolina con le foto dei bambini che crescono. E l'estate scorsa sono venuti tutti e cinque in vacanza a Rimini. Liam, che ora ha nove anni, le ha chiesto di insegnargli l'italiano.