Ogni sera alle sette e mezza, quando il forno «Da Nunzia» di Salerno sta per chiudere, la scena è sempre la stessa: sugli scaffali restano filoni di pane, focacce, cornetti, a volte qualche torta. Per anni, Nunzia Esposito, sessant'anni, fornaia da quaranta, ha dovuto buttare quasi tutto. «Mi si spezzava il cuore», racconta. «Mia nonna diceva che buttare il pane è peccato. E io ogni sera ne buttavo cinque o sei chili.»
Lo spreco alimentare è un problema enorme. Secondo alcune stime, in Italia ogni anno si buttano milioni di tonnellate di cibo ancora buono, tra case, negozi e ristoranti. Il pane è tra i prodotti più sprecati, perché si conserva poco e le persone lo vogliono sempre fresco.
Tutto è cambiato due anni fa, quando la nipote di Nunzia, Carla, ha iscritto il forno a un'app contro lo spreco. Il funzionamento è semplice: i negozi offrono a fine giornata delle «bustine a sorpresa» con i prodotti invenduti, a un terzo del prezzo normale. I clienti le prenotano sull'app e passano a ritirarle all'orario indicato. Non sanno esattamente che cosa troveranno: può essere pane, può essere una pizza, possono essere biscotti.
All'inizio Nunzia era scettica. «Pensavo che nessuno volesse il pane del giorno prima.» Invece il primo giorno le cinque bustine sono state prenotate in un'ora. Adesso ne prepara dodici ogni sera, a quattro euro l'una, e finiscono sempre. Tra i clienti ci sono studenti, pensionati, famiglie giovani, ma anche persone che semplicemente non vogliono sprecare. «Alcuni vengono ogni giorno», dice Nunzia. «Ormai li conosco per nome.»
Quello che resta ancora, dopo le bustine, non va perso: un'associazione di volontari passa due volte alla settimana a ritirarlo per portarlo a una mensa per i poveri. E il pane raffermo che nessuno prende, Nunzia lo usa per fare il pangrattato o le friselle, che vende il giorno dopo.
I vantaggi non sono solo morali. Nunzia ha calcolato di recuperare circa tremila euro all'anno da prodotti che prima finivano nella spazzatura. E molti clienti delle bustine sono diventati clienti abituali del forno. «Ho guadagnato soldi, clienti e un po' di pace con mia nonna», dice ridendo. Ogni sera, alle otto, gli scaffali del forno sono vuoti.