Per venticinque anni, il presidente della bocciofila «La Concordia» di Asti è stato sempre lo stesso: il signor Gianni Rabezzana, ex ferroviere, ottantadue anni, baffi bianchi e un carattere che gli amici definiscono «deciso» e gli altri «impossibile». Sotto la sua guida, il circolo era diventato un punto di riferimento per il quartiere: quattro campi da bocce, un bar, una sala con il televisore per le partite e, ogni domenica, il pranzo sociale con la pasta al ragù.
Ma negli ultimi anni le cose erano cambiate. I soci erano scesi da duecento a ottanta, quasi tutti sopra i settant'anni. I giovani del quartiere non entravano mai, e il bilancio era sempre in rosso. Così, quando a febbraio Gianni ha annunciato che non si sarebbe ricandidato «per motivi di salute», al circolo è scoppiata una piccola rivoluzione.
I candidati erano due. Da una parte Franco Gallo, settantacinque anni, vicepresidente da dieci, che prometteva di «continuare la tradizione». Dall'altra, a sorpresa, Martina Ferraris, trentotto anni, insegnante di educazione fisica e nipote di uno dei soci fondatori. Martina aveva un programma preciso: aprire il circolo alle famiglie, organizzare tornei di bocce per i bambini delle scuole, creare un piccolo orto comune nel giardino sul retro e usare la sala anche per corsi di ballo e serate di musica.
La campagna elettorale è stata più accesa di quanto ci si aspettasse. Alcuni soci anziani erano diffidenti: «Una donna giovane che non ha mai giocato a bocce? Qui ci vuole esperienza.» Altri temevano che il circolo perdesse la sua identità. Martina non si è scoraggiata. Ha passato tre settimane al bar del circolo, ascoltando tutti, bevendo caffè e, soprattutto, imparando a giocare a bocce. Alla fine, era anche diventata piuttosto brava.
Il giorno delle elezioni hanno votato settantasei soci su ottanta, un record. Martina ha vinto con quarantuno voti contro trentacinque. Quando è stato letto il risultato, nella sala è sceso il silenzio. Poi Gianni, l'ex presidente, si è alzato lentamente, ha attraversato la sala e le ha stretto la mano. «Fai cose nuove», le ha detto, «ma non toccare il ragù della domenica.»
Sei mesi dopo, i soci sono centotrenta. Il sabato mattina i bambini giocano a bocce, e Franco Gallo, il candidato sconfitto, è diventato l'allenatore più amato del torneo.