ROMA – Venerdì nero per chi si muove con i mezzi pubblici. Lo sciopero nazionale di ventiquattro ore dei trasporti, proclamato dai principali sindacati per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro, ha paralizzato la capitale fin dalle prime ore del mattino. Le tre linee della metropolitana sono rimaste chiuse, mentre solo il trenta per cento degli autobus e dei tram ha circolato nelle fasce di garanzia, dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17 alle 20.
Già alle sette, le fermate degli autobus erano prese d'assalto da migliaia di persone. Alla stazione Termini, dove normalmente arrivano centinaia di migliaia di pendolari, si sono formate code lunghissime davanti ai pochi taxi disponibili. «Ho aspettato cinquanta minuti e poi ho deciso di andare a piedi», racconta Federica, infermiera all'ospedale San Giovanni. «Ci ho messo un'ora e un quarto. Sono arrivata in reparto sudata, ma sono arrivata.»
Il traffico privato è aumentato in modo impressionante. Sul Grande Raccordo Anulare e nelle strade principali del centro si sono formate code di diversi chilometri. Molti romani hanno riscoperto la bicicletta o il monopattino elettrico: i mezzi in condivisione sono finiti in poche ore. Chi ha potuto ha lavorato da casa, e numerose scuole hanno registrato un alto numero di assenze.
Non tutti, però, sono contrari alla protesta. «Gli autisti fanno un lavoro difficile e sono pagati poco», dice Marco, studente universitario, mentre aspetta un autobus che non arriva. «Mi dà fastidio aspettare, ma capisco perché scioperano.» Di parere opposto un commerciante di via Nazionale: «Ogni sciopero è una giornata persa. I clienti non arrivano, e noi paghiamo l'affitto lo stesso.»
I sindacati difendono la loro scelta. Secondo il segretario regionale di una delle sigle, «gli autisti lavorano con turni massacranti, in condizioni di sicurezza spesso insufficienti, e aspettano il rinnovo del contratto da oltre due anni. Lo sciopero è l'ultima risorsa, non la prima.» L'azienda dei trasporti, da parte sua, ha espresso «rammarico per i disagi ai cittadini» e ha annunciato un nuovo incontro con i sindacati per la settimana prossima.
Il servizio è tornato regolare a mezzanotte. Ma un nuovo sciopero, avvertono i sindacati, potrebbe essere proclamato entro un mese se le trattative non porteranno risultati.