Quest'estate la famiglia Russo di Napoli non è partita. Non per scelta: a marzo il padre, Gennaro, aveva perso il lavoro in un'azienda di trasporti, e anche se ne aveva trovato un altro a giugno, i risparmi erano finiti. Niente mare in Calabria, come ogni anno, niente casa in affitto. «Quando l'abbiamo detto ai ragazzi, Sofia si è messa a piangere», racconta la madre, Teresa. «Tutte le sue amiche partivano. Lei si sentiva l'unica a rimanere.»
Per una settimana, in casa, l'atmosfera era triste. Poi Teresa ha avuto un'idea. Ha riunito la famiglia in cucina e ha proposto un gioco: «Facciamo finta di essere turisti a Napoli. Per due settimane, viviamo la città come se non ci fossimo mai stati.» Ognuno, a turno, avrebbe organizzato una giornata, con un budget massimo di trenta euro per tutti.
I ragazzi all'inizio erano scettici, ma poi si sono appassionati. Luca, quindici anni, ha organizzato una giornata «sotterranea»: hanno visitato Napoli Sotterranea, una rete di gallerie e cisterne antiche sotto il centro storico, che nessuno di loro aveva mai visto. Sofia, dodici anni, ha scelto una giornata al mare, ma diversa: in traghetto fino a Procida, con i panini preparati a casa, e un bagno in una spiaggetta tranquilla. Gennaro ha portato tutti a vedere l'alba dal Vesuvio, partendo alle quattro del mattino.
Ci sono stati anche giorni più semplici. Una sera hanno fatto un picnic al parco Virgiliano, guardando il tramonto sul golfo. Un pomeriggio, sotto un caldo terribile, sono rimasti a casa a giocare a carte con le finestre chiuse, e la nonna ha insegnato a tutti la scopa. Teresa ha scoperto che molti musei, la prima domenica del mese, sono gratuiti.
Alla fine delle due settimane, hanno fatto un bilancio. Avevano speso meno di quattrocento euro in tutto, molto meno di una vacanza normale. Ma soprattutto, avevano passato più tempo insieme che in qualsiasi altra estate. «Di solito in vacanza ognuno stava con il telefono sul lettino», dice Luca. «Questa volta parlavamo.»
A settembre, a scuola, Sofia ha dovuto scrivere un tema sulle vacanze. Ha raccontato tutto, anche il pianto iniziale. La professoressa le ha dato nove. E alcune compagne, leggendo il tema, le hanno detto che le invidiavano la gita all'alba sul Vesuvio.