Pausa caffè in un'azienda di software di Pisa. Francesca, trentaquattro anni, sviluppatrice, e Lorenzo, cinquantadue, responsabile commerciale, si incontrano alla macchinetta. Da quando l'azienda ha introdotto il lavoro ibrido, tre giorni a casa e due in ufficio, i due colleghi non sono d'accordo su niente.
FRANCESCA: Buongiorno! Che faccia stanca, Lorenzo. Traffico?
LORENZO: Un'ora di coda sull'Aurelia. Ma meglio il traffico che un altro giorno chiuso in casa a parlare con lo schermo.
FRANCESCA: Non capisco come fai a dirlo. Io a casa lavoro molto meglio. Nessuno mi interrompe ogni cinque minuti, non perdo due ore al giorno in macchina, e la sera ho tempo per andare a correre.
LORENZO: Sarà. Ma secondo me il lavoro da casa sta rovinando lo spirito di squadra. Le idee migliori nascono qui, alla macchinetta, chiacchierando. In videochiamata nessuno parla se non deve.
FRANCESCA: Questo è vero in parte. Però le riunioni online sono più brevi ed efficienti. In ufficio una riunione di mezz'ora diventava di due ore.
LORENZO: Efficienti, sì. Ma fredde. Io ho bisogno di guardare le persone negli occhi. E poi, scusa, ma a casa come fai a separare il lavoro dalla vita privata? Mia figlia mi dice che controllo le email anche a cena.
FRANCESCA: Ecco, questo è un problema tuo, non del lavoro da casa! Bisogna darsi delle regole. Io alle sei spengo il computer e lo metto in un cassetto. Fine.
LORENZO: (ridendo) Tu sei giovane e disciplinata. Io, quando sono a casa, mi distraggo: il giardino, il cane, il frigorifero...
FRANCESCA: Il frigorifero è il nemico di tutti, lo ammetto. Ho preso tre chili il primo anno.
LORENZO: Vedi? E poi c'è un'altra cosa. I nuovi assunti. Come impara un ragazzo appena arrivato, se non vede mai i colleghi più esperti?
FRANCESCA: Su questo hai ragione. Il nuovo stagista, Tommaso, mi ha detto che si sente un po' solo. Forse i giorni in ufficio dovrebbero servire proprio a questo: imparare, confrontarsi, conoscersi.
LORENZO: Finalmente siamo d'accordo su qualcosa.
FRANCESCA: Allora facciamo un patto. Il martedì, quando siamo tutti in ufficio, pranziamo insieme con Tommaso e gli altri nuovi.
LORENZO: Affare fatto. Ma il caffè lo offri tu.
FRANCESCA: Lo sapevo.