La famiglia Mancuso di Palermo ha un problema che si ripete ogni primavera: decidere come organizzare le vacanze estive. Quest'anno la meta è chiara, la Grecia, ma il modo di viaggiare divide la famiglia in due fazioni. Per risolvere la questione, un sabato mattina sono andati tutti e quattro in un'agenzia di viaggi del centro.
Ad accoglierli c'era Federica, un'agente giovane e molto professionale. Ha ascoltato tutti con pazienza. Il padre, Salvatore, era per il pacchetto tutto compreso: volo, trasferimento, albergo con piscina e pensione completa. «Lavoro tutto l'anno», ha detto. «In vacanza non voglio pensare a niente. Né a dove dormire, né a dove mangiare, né a come muovermi.» La figlia più piccola, Giorgia, dieci anni, era d'accordo con lui, soprattutto per la piscina.
La madre, Daniela, e il figlio Luca, diciassette anni, la pensavano diversamente. Volevano un viaggio indipendente: noleggiare una macchina, girare le isole con i traghetti, dormire in piccole pensioni diverse. «In un villaggio turistico potremmo essere ovunque», ha detto Luca. «Io voglio vedere la Grecia vera, non solo la piscina.»
Federica ha preparato due preventivi. Il pacchetto per dieci giorni a Creta, in un albergo a quattro stelle sul mare, costava circa quattromiladuecento euro per tutta la famiglia. Il viaggio fai da te, con voli, macchina, traghetti e pensioni, costava più o meno lo stesso, ma con molte incognite: i prezzi dei traghetti cambiano, le pensioni possono essere piene, e in caso di problemi bisogna arrangiarsi da soli. «D'altra parte», ha aggiunto Federica, «con il viaggio indipendente si ha più libertà e si conosce meglio il paese.»
La discussione è andata avanti per quasi un'ora. A un certo punto Giorgia, stanca, ha detto: «Perché non facciamo metà e metà?» Tutti l'hanno guardata in silenzio. Era un'idea geniale.
Federica ha costruito un programma misto: cinque giorni in un albergo con piscina a Rodi, per riposare, e poi cinque giorni di viaggio in libertà tra tre piccole isole del Dodecaneso, con i traghetti già prenotati dall'agenzia e una pensione diversa ogni due notti. Il costo era leggermente più alto, ma tutti erano soddisfatti.
Uscendo dall'agenzia, Salvatore ha messo un braccio sulle spalle della figlia. «La diplomatica della famiglia», ha detto ridendo. «Forse un giorno farai l'agente di viaggi.»