3 febbraio
Oggi è ufficialmente cominciata quella che chiamo «l'avventura della targa». Quando mi sono trasferita da Monaco a Bolzano per lavoro, a settembre, ho portato con me la mia macchina, una piccola utilitaria con la targa tedesca. Pensavo di poterla usare così per sempre. Invece, un collega mi ha spiegato che chi prende la residenza in Italia ha tre mesi di tempo per immatricolarla qui. Dopo, si rischiano multe pesanti e perfino il sequestro dell'auto. I miei tre mesi sono già quasi passati. Panico.
6 febbraio
Ho cercato informazioni online, ma le pagine ufficiali sembrano scritte per avvocati. Ho capito solo che bisogna fare una «reimmatricolazione» e che servono molti documenti: il libretto tedesco, il certificato di proprietà, una certificazione di conformità europea, la mia carta d'identità, il codice fiscale e il certificato di residenza. Ho deciso di rivolgermi a un'agenzia di pratiche auto. Costa, ma tengo alla mia salute mentale.
10 febbraio
Il signor Pichler, dell'agenzia, è un uomo calmo che parla italiano e tedesco. Ha guardato i miei documenti e ha detto: «Manca la certificazione di conformità.» Bisogna chiederla al produttore, in Germania. Ho scritto subito una email. Il signor Pichler mi ha anche spiegato che prima di immatricolare la macchina devo fare una revisione in Italia e che, con le nuove targhe, dovrò cambiare anche l'assicurazione.
27 febbraio
Finalmente è arrivata la certificazione dalla Germania, dopo due settimane e quaranta euro. Il giorno stesso ho portato la macchina all'officina autorizzata per la revisione. Il meccanico ha controllato freni, luci, gomme ed emissioni. Tutto a posto. Ho tirato un sospiro di sollievo.
5 marzo
Oggi il signor Pichler mi ha chiamata: le nuove targhe italiane sono pronte. Sono andata in agenzia e me le ha consegnate insieme al nuovo libretto di circolazione. In tutto, tra tasse, revisione, documenti e agenzia, ho speso quasi seicento euro. Le vecchie targhe tedesche devo restituirle all'ufficio tedesco: le spedirò per raccomandata.
6 marzo
Stamattina ho montato le targhe nuove con un cacciavite e l'aiuto del mio vicino. Mi ha fatto ridere vedere la mia vecchia macchina con una targa italiana: è come se avesse cambiato nazionalità prima di me. Ho fatto una foto e l'ho mandata a mia madre. Mi ha risposto: «Adesso sei davvero italiana.»