Per mesi Gianluca, quarantatré anni, ha dato la colpa a tutto tranne che ai suoi occhi. Se la sera aveva mal di testa, era per lo stress del lavoro. Se faceva fatica a leggere il menù al ristorante, era perché la luce era troppo bassa. Se allungava il braccio per leggere i messaggi sul telefono, era perché i caratteri erano troppo piccoli. «Fanno i telefoni sempre più piccoli», si lamentava con la moglie, che lo guardava con un sorriso ironico.
La verità è arrivata in un supermercato di Lucca. Gianluca stava cercando di leggere gli ingredienti su una scatola di biscotti e, senza accorgersene, l'aveva allontanata fino a tenerla quasi a un metro dal naso. Una signora anziana accanto a lui gli ha detto con dolcezza: «Caro, guardi che ci sono gli occhiali per queste cose.» Gianluca è diventato rosso come un pomodoro. Quella sera ha preso appuntamento da un oculista.
La visita è durata quasi un'ora. Prima l'oculista gli ha fatto leggere le lettere su un tabellone luminoso, una riga dopo l'altra, sempre più piccole. Da lontano vedeva benissimo: ha letto anche l'ultima riga con orgoglio. Poi l'oculista gli ha dato un cartoncino con un testo da leggere da vicino. Le parole erano sfocate, come se ci fosse della nebbia. Gli ha messo davanti agli occhi delle lenti di prova, cambiandole più volte: «Meglio così... o così?»
La diagnosi è stata semplice: presbiopia. «È normalissimo alla sua età», ha detto l'oculista. «Il cristallino dell'occhio perde elasticità e non riesce più a mettere a fuoco gli oggetti vicini. Succede a quasi tutti dopo i quaranta.» Gli ha prescritto degli occhiali da lettura.
In un negozio di ottica del centro, Gianluca ha passato più tempo a scegliere la montatura che a fare la visita. Ne ha provate almeno venti: rotonde, quadrate, di metallo, di plastica. Alla fine ha scelto una montatura sottile color tartaruga, che secondo la commessa gli dava «un'aria da professore».
Quando li ha messi per la prima volta, una settimana dopo, è rimasto senza parole. Il giornale, il telefono, l'etichetta del vino: tutto era nitido, chiarissimo. I mal di testa serali sono spariti. Adesso, quando la moglie lo prende in giro chiamandolo «professore», lui risponde: «Almeno adesso leggo quello che firmo.»