Quando Aisha si è trasferita a Modena dal Marocco con il marito, sei mesi fa, faceva la spesa solo al supermercato. Era più semplice: i prezzi erano scritti, non c'era bisogno di parlare, nessuno la guardava se non sapeva il nome di una verdura. Ma la sua vicina, la signora Ivana, un giorno le ha detto: «Se vuoi imparare davvero l'italiano, e mangiare bene, vieni con me al mercato il sabato.»
Il primo sabato Aisha era timida. Il mercato di piazza era rumoroso e pieno di gente. I venditori gridavano i prezzi, le signore anziane si davano appuntamento davanti al banco del pesce, i bambini chiedevano assaggi di formaggio. La signora Ivana la presentava a tutti: «Questa è Aisha, la mia vicina. Trattatela bene, eh!»
Il primo banco è stato quello di frutta e verdura di Gino, un omone con la voce profonda e le mani enormi. «Che cosa ti serve, bella?» Aisha voleva dei pomodori, ma Gino le ha spiegato che ne esistevano almeno sei tipi: quelli per l'insalata, quelli per il sugo, i ciliegini, i cuore di bue... Le ha fatto assaggiare un pomodorino. «Senti che dolce? Non è come quelli di plastica del supermercato.»
Poi sono andate da Loredana, che vende formaggi e salumi. Loredana le ha chiesto se mangiava carne di maiale. Quando Aisha ha detto di no, per motivi religiosi, Loredana non ha fatto commenti: le ha consigliato invece un pecorino stagionato e una ricotta freschissima. «Con la ricotta e un po' di miele, ti faccio un dolce che te lo sogni la notte», le ha detto, e le ha scritto la ricetta su un pezzo di carta.
La sorpresa più grande è arrivata al banco delle spezie. Il venditore, Youssef, era marocchino come lei, di una città vicina alla sua. Hanno parlato in arabo per dieci minuti, ridendo, mentre la signora Ivana li guardava divertita. Youssef le ha detto dove trovare il coriandolo fresco e la menta per il tè.
Ora Aisha va al mercato ogni sabato, anche senza la signora Ivana. Conosce i venditori per nome e loro conoscono lei. Gino le mette sempre da parte i pomodori migliori. «Al supermercato compravo il cibo», dice. «Al mercato ho trovato una piccola comunità.»