Pallina, la gatta di Ludovica, ha quattordici anni, il pelo grigio e un carattere da regina. Di solito passa le giornate a dormire sul termosifone e a guardare gli uccelli dalla finestra. Ma da tre giorni non mangiava quasi niente, beveva moltissimo e si nascondeva sotto il letto. Ludovica, studentessa di biologia a Padova, era preoccupatissima.
Il sabato mattina è riuscita, dopo una lotta di venti minuti, a chiuderla nel trasportino. Pallina ha protestato per tutto il viaggio in autobus con miagolii disperati, tanto che una signora seduta davanti si è voltata a guardarle con aria di rimprovero.
La sala d'attesa dell'ambulatorio veterinario era un piccolo mondo. Accanto a Ludovica sedeva un signore anziano con un bassotto che tremava come una foglia. «Ogni volta è così», ha spiegato l'uomo. «A casa abbaia ai camion, qui sembra un coniglio.» Dall'altra parte c'era una bambina con un criceto in una scatola di scarpe e una ragazza con un enorme cane di montagna, tranquillissimo, che occupava mezzo pavimento.
Tutti parlavano tra loro. In quella sala sembrava normale raccontare ad estranei i problemi di salute dei propri animali, le loro abitudini, perfino i loro sogni. Il signore del bassotto ha raccontato che il suo cane dorme nel letto con lui da quando è morta la moglie. Ludovica si è commossa.
Quando finalmente è toccato a lei, la veterinaria ha visitato Pallina con delicatezza e le ha fatto un prelievo di sangue. Il giorno dopo ha telefonato con i risultati: insufficienza renale, una malattia frequente nei gatti anziani. «Non si può guarire», le ha spiegato, «ma con una dieta speciale e alcune medicine, può vivere ancora bene per anni.»
Oggi Pallina mangia crocchette speciali, che inizialmente ha rifiutato con disprezzo. Ludovica le dà una pastiglia ogni sera nascosta in un pezzetto di formaggio, e ogni tre mesi la porta al controllo. Pallina ha ricominciato a dormire sul termosifone e a giudicare il mondo con i suoi occhi gialli. E Ludovica, nella sala d'attesa, ha ormai degli amici: il signore del bassotto la saluta sempre per nome.