Per il loro quinto anniversario, Matteo voleva fare una sorpresa a Sara. Dopo settimane di ricerche, aveva prenotato tre notti in un albergo a quattro stelle ad Amalfi, sulla costiera. Sul sito, la «camera superior con vista mare» sembrava un sogno: un grande balcone affacciato sul golfo, il mare turchese, le case colorate arrampicate sulla roccia. Costava duecentosessanta euro a notte, molto più di quanto spendevano di solito, ma per un'occasione così ne valeva la pena.
Sono arrivati un venerdì pomeriggio, dopo un viaggio infinito di curve. Alla reception una ragazza elegante ha dato loro la chiave della stanza 108. Matteo ha preso la valigia, ha aperto la porta e ha guardato Sara con un sorriso emozionato. Poi entrambi sono rimasti in silenzio.
La camera era pulita e decorosa, ma piccola. E la famosa vista mare? Dalla finestra (non c'era nessun balcone) si vedeva soprattutto il muro grigio dell'edificio accanto. Solo sporgendosi molto a destra, con il corpo quasi fuori, si scorgeva un piccolo triangolo azzurro tra due tetti. «Eccolo, il mare», ha detto Sara, cercando di ridere.
Matteo, invece, non rideva. Ha preso il telefono, ha aperto la pagina della prenotazione e ha confrontato le foto. Poi è sceso alla reception, cercando di rimanere calmo. Ha spiegato con educazione che avevano pagato una camera superior con vista mare e balcone, e che quella non corrispondeva alla descrizione.
La ragazza ha controllato al computer e ha arrossito. «Ha ragione, mi dispiace moltissimo. C'è stato un errore nell'assegnazione delle camere. Purtroppo stasera siamo al completo.» Ha proposto di spostarli il giorno dopo nella camera giusta e di offrire la cena al ristorante dell'albergo quella sera.
Matteo ha accettato, anche se un po' deluso. La cena, però, è stata eccellente: su una terrazza illuminata dalle candele, con il rumore delle onde sotto. Il giorno dopo si sono trasferiti nella camera 304. Questa volta il balcone c'era, e la vista era perfino più bella delle foto.
Tornati a casa, Matteo ha scritto una recensione. Ha raccontato tutto con onestà: l'errore, ma anche la gentilezza del personale. Ha dato quattro stelle su cinque. «La prima notte», ha scritto, «la ricorderemo comunque per sempre.»