Quando sono arrivata a Torino dall'Ucraina per lavorare come badante, la prima cosa che mi ha chiesto la famiglia per cui lavoro è stata: «Ci dai il tuo IBAN, così ti facciamo il bonifico dello stipendio?» Io non avevo un conto italiano. Avevo solo la mia carta ucraina, che qui funzionava male e con commissioni altissime. Così ho capito che dovevo aprire un conto.
Non pensavo che fosse così complicato. La prima banca in cui sono entrata, una filiale grande in centro, mi ha dato un appuntamento dopo dieci giorni. Quando ci sono tornata, l'impiegato mi ha chiesto una lunga lista di documenti: passaporto, permesso di soggiorno, codice fiscale, contratto di lavoro e un documento con il mio indirizzo. Avevo quasi tutto, ma il permesso di soggiorno era ancora in fase di rilascio, e avevo solo la ricevuta della domanda. «Mi dispiace, signora, così non possiamo», mi ha detto.
Ero molto delusa. Ne ho parlato con Svetlana, una connazionale che vive qui da dieci anni. Mi ha spiegato che alcune banche accettano anche la ricevuta, e che esistono conti di base pensati proprio per chi ha un reddito basso, con un canone mensile molto ridotto. Mi ha anche consigliato di farmi accompagnare da qualcuno che parlasse bene l'italiano, perché le condizioni dei contratti sono difficili da capire.
La settimana dopo sono andata in un'altra banca con la figlia della signora che assisto, Paola. L'impiegata era una donna giovane e molto paziente. Ci ha spiegato le diverse offerte: il conto online, che non ha costi ma si gestisce solo con l'app, e il conto tradizionale, con lo sportello. Ho scelto quello online, perché il canone era zero e potevo fare tutto con il telefono. Paola mi ha aiutato a leggere ogni pagina prima di firmare.
Una settimana dopo è arrivata la carta di debito per posta. Mi sono emozionata quando ho visto il mio nome stampato sopra: mi sono sentita, per la prima volta, una persona che abita davvero in questo paese.
Oggi uso l'app tutti i giorni. Ogni mese mando una parte dello stipendio a mia figlia, a Leopoli, con un bonifico internazionale che costa pochissimo. E quando qualche nuova arrivata mi chiede consiglio, le dico le stesse cose che mi ha detto Svetlana.