Per il compleanno di sua sorella, che vive a Lecce, Valerio aveva preparato un regalo speciale: una sciarpa fatta a mano da una sarta di Como, la loro città, e un piccolo album di fotografie di famiglia che aveva scannerizzato e stampato con cura. Ha messo tutto in una scatola, l'ha chiusa con il nastro e l'ha spedita con un pacco ordinario dall'ufficio postale sotto casa. Era il 3 marzo. Il compleanno era il 12.
Il 12 marzo il pacco non era ancora arrivato. Valerio ha controllato il codice di tracciamento sul sito: «In lavorazione presso il centro di smistamento». Lo stesso messaggio c'era da sei giorni. Ha aspettato ancora una settimana, sperando in un ritardo. Il messaggio non cambiava.
Allora è tornato all'ufficio postale con la ricevuta. L'impiegata, gentile ma rassegnata, gli ha spiegato che purtroppo capita: a volte i pacchi si perdono nei centri di smistamento, soprattutto nei periodi di grande traffico. Per avviare la ricerca, bisognava presentare un reclamo formale. Si poteva fare online o allo sportello, e lei lo ha aiutato a compilare il modulo.
Nel modulo Valerio ha dovuto descrivere il contenuto della scatola e indicarne il valore. Qui ha scoperto un problema: con il pacco ordinario, senza assicurazione, il rimborso massimo previsto era molto basso, poche decine di euro. «Se avesse scelto la spedizione assicurata, avrebbe ricevuto il valore dichiarato», gli ha detto l'impiegata. Valerio si è morso le labbra: per risparmiare quattro euro aveva rischiato un regalo che, per lui, non aveva prezzo.
Le Poste avevano trenta giorni per rispondere. Valerio ha passato quel mese controllando il sito ogni sera. La risposta è arrivata il ventottesimo giorno: il pacco non era stato ritrovato e gli spettava un rimborso di venticinque euro.
Ma la storia non finisce qui. A maggio, due mesi dopo, la sorella gli ha telefonato ridendo e piangendo insieme: il postino aveva appena consegnato una scatola un po' rovinata, con dentro una sciarpa e un album di foto. Nessuno ha mai capito dove fosse rimasta per tutto quel tempo. Valerio non ha restituito i venticinque euro. «Non me li hanno chiesti», dice. «E dopo tutta quell'ansia, me li sono meritati.»