Quando Lorenzo è arrivato davanti al portone di via San Gallo, a Firenze, ha pensato di aver sbagliato indirizzo. Sul marciapiede c'era una piccola folla: studenti con lo zaino, coppie giovani, un signore in giacca e cravatta, perfino una famiglia con un passeggino. Tutti guardavano il telefono e controllavano l'ora. Erano lì per la stessa ragione: visitare un bilocale di quarantacinque metri quadri in affitto a novecentocinquanta euro al mese.
Lorenzo, ventotto anni, infermiere in un ospedale fiorentino, cercava casa da quattro mesi. Fino a quel momento aveva vissuto in una stanza in un appartamento condiviso con altre tre persone, ma voleva finalmente un posto tutto suo. Aveva risposto a decine di annunci. Molti agenti non lo richiamavano neanche. Altri gli dicevano che l'appartamento era già stato affittato, a volte dopo poche ore dalla pubblicazione.
Il problema, gli aveva spiegato un'amica che lavora in un'agenzia, è che a Firenze molti proprietari preferiscono gli affitti brevi ai turisti, che rendono di più. Così le case per chi vive e lavora in città sono sempre meno, e i prezzi salgono.
Alle sei in punto è arrivata l'agente immobiliare, una ragazza con un tablet. Ha fatto entrare le persone a gruppi di dieci. L'appartamento era al terzo piano senza ascensore, luminoso ma piccolo, con una cucina in cui si poteva stare solo in piedi. La visita è durata sette minuti. Alla fine l'agente ha distribuito un modulo: bisognava allegare l'ultima busta paga, il contratto di lavoro e, se possibile, una lettera di presentazione.
Lorenzo ha deciso di provare a distinguersi. Quella sera ha scritto una lettera breve ma sincera: ha spiegato che lavorava in ospedale con un contratto a tempo indeterminato, che non fumava, non aveva animali ed era una persona tranquilla, abituata ai turni di notte. Ha allegato anche una referenza del suo vecchio padrone di casa.
Dieci giorni dopo ha ricevuto una telefonata: la proprietaria, una signora anziana, aveva scelto lui. «Mio marito era infermiere», gli ha detto. «So che siete persone affidabili.» Lorenzo ha firmato il contratto il giorno dopo, prima che lei potesse cambiare idea.