Oggetto: Il concerto di sabato!!!
Ciao Elena,
scusa se ti rispondo solo adesso, ma questa settimana è stata un delirio al lavoro. Mi avevi chiesto come era andato il concerto all'Arena di Verona... Allora, preparati, perché è una storia lunga.
Ti ricordi che avevo comprato i biglietti a gennaio, appena erano usciti? Avevo aspettato sei mesi quel concerto. Sabato pomeriggio, però, guardando le previsioni, mi è venuto un colpo: temporale in arrivo proprio alle nove di sera. Ho pensato di restare a casa, ma Giulia mi ha detto che sarei stata una pazza a rinunciare. Così abbiamo comprato due impermeabili di plastica in un negozio cinese (bellissimi, gialli fosforescenti) e siamo partite.
L'Arena era piena: dicono che c'erano quindicimila persone. Per la prima ora il tempo ha tenuto. Il cielo era grigio, ma il concerto era fantastico: lui ha cominciato con le canzoni del nuovo album e poi con quelle vecchie, quelle che ascoltavamo al liceo, ti ricordi? Io cantavo così forte che il giorno dopo non avevo più voce.
Poi, verso le dieci, è cominciato a piovere. Non una pioggerellina, eh: un vero diluvio, con i tuoni. Gli organizzatori hanno fermato il concerto per venti minuti per motivi di sicurezza. Pensavamo che fosse finita lì. Molte persone sono andate via. Noi invece siamo rimaste sotto la pioggia, con i nostri impermeabili ridicoli, a ballare e a cantare con gli altri che erano rimasti.
E poi è successa la cosa più bella. Quando ha smesso di piovere, lui è tornato sul palco senza ombrello, tutto bagnato, e ha detto: «Voi che siete rimasti, questa è per voi.» E ha suonato da solo, con la chitarra, la canzone che io amo di più. Ti giuro, Elena, avevo la pelle d'oca. Tutti piangevano, me compresa.
Siamo tornate a casa alle due, bagnate fino alle ossa, con le scarpe da buttare. Ma è stata una delle serate più belle della mia vita.
La prossima volta vieni anche tu, va bene?
Un bacione,
Marta