Mei, una turista di Taiwan, si è fermata davanti a un'edicola nel centro di Ravenna con una cartina in mano. Un signore anziano con un cappello e un cane piccolo la guardava con curiosità.
«Scusi, signore, posso disturbarla? Sto cercando il Museo Nazionale, quello vicino alla basilica di San Vitale.»
«Ah, i mosaici! Ha fatto bene a venire, signorina. Sono i più belli del mondo, glielo dico io. Da dove viene?»
«Da Taiwan. Studio storia dell'arte e sto facendo un viaggio in Italia per la mia tesi.»
«Taiwan! Così lontano! Mio nipote è stato in Giappone l'anno scorso, è vicino, no? Comunque, il museo. Vede quella chiesa con il campanile alto? No, non quella, quella più a destra.»
«Sì, la vedo.»
«Ecco. Lei non deve andare lì. Deve andare nella direzione opposta.»
«Ah.» Mei ha riso.
«Allora, prosegua dritto per questa strada, via Cavour, fino in fondo. Ci vogliono cinque minuti a piedi, forse dieci se si ferma a guardare le vetrine. Quando arriva alla piazzetta con la fontana, giri a sinistra. Non a destra, mi raccomando, perché a destra c'è il mercato e si perde.»
«Va bene: dritto, piazzetta, sinistra.»
«Brava. Poi c'è una stradina stretta, sembra privata ma non lo è. La segua e si troverà davanti alla basilica. Il museo è proprio accanto, nell'ex monastero.»
«Grazie mille. È molto gentile.»
«Aspetti, non ho finito. Il biglietto lo compri unico, che comprende anche il mausoleo di Galla Placidia. Costa un po' di più, ma ne vale la pena. E ci vada adesso, prima delle undici, perché dopo arrivano i pullman dei turisti e non si respira.»
«Lei conosce bene la città.»
«Ci sono nato, signorina, ottantun anni fa. Ho fatto il custode della basilica per trent'anni.» Il cane ha abbaiato. «Sì, sì, andiamo. Buona visita! E se ha fame dopo, la piadina più buona è quella del chiosco vicino alla stazione. Dica che la manda Bruno.»