Un anno dopo la morte della madre, Elena, Lorenzo e Silvia si sono ritrovati nella casa di famiglia a Perugia. Il padre era andato in una casa di riposo e la casa doveva essere venduta. Avevano preso una settimana di ferie per svuotarla. Nei cassetti, in soffitta e in cantina li aspettavano quarantacinque anni di vita familiare.
Fin dal primo giorno hanno capito quanto lavoro li aspettava. La madre conservava tutto: scatole di bottoni, giornali del 1998, barattoli vuoti, decine di tovaglie. La soffitta era piena di giocattoli, quaderni di scuola e vestiti vecchi. «Non sapevamo da dove cominciare», racconta Elena, la maggiore.
Hanno deciso di organizzarsi. Ogni stanza sarebbe stata divisa in quattro mucchi: da tenere, da regalare, da vendere e da buttare. Ma presto sono nati i disaccordi. Lorenzo voleva fare in fretta e buttare molto. Silvia, la più piccola, voleva tenere quasi tutto. La credenza della sala da pranzo ha provocato una vera lite: la volevano tutti e tre, per motivi affettivi.
Questo lavoro ha risvegliato anche tante emozioni. Aprendo un cassetto, Silvia ha trovato le lettere d'amore che il padre aveva scritto alla madre durante il servizio militare. I tre fratelli le hanno lette insieme, seduti per terra, tra risate e lacrime. Hanno anche scoperto foto che non avevano mai visto e un quaderno di ricette scritto a mano dalla nonna.
Per la credenza hanno trovato una soluzione: l'ha presa Lorenzo, ma ha promesso che i pranzi di Natale si faranno da lui, intorno a quel mobile. I vestiti sono andati a un'associazione benefica. Un rigattiere ha comprato una parte dei mobili. E per gli oggetti da dividere hanno fatto un'estrazione a sorte.
L'ultima sera la casa era vuota e le loro voci rimbombavano nelle stanze. Hanno fatto un ultimo giro, poi hanno chiuso la porta insieme. «È stato duro», dice Lorenzo. «Ma questa settimana ci ha avvicinati. Non parlavamo così tanto dall'infanzia.»