Nel salone parrocchiale di Lecce, questo venerdì sera, le centocinquanta sedie sono tutte occupate. Dietro il sipario rosso, dodici attori dilettanti aspettano con il cuore in gola. Hanno tra i diciannove e i settantaquattro anni: c'è una fornaia, un autista di autobus, una studentessa, un dentista in pensione. Insieme formano la compagnia «Gli Scalzi», e stasera recitano il loro primo spettacolo: una commedia di Goldoni, La locandiera.
La compagnia è nata un anno e mezzo fa per iniziativa di Grazia, insegnante di lettere e appassionata di teatro. Ha messo un annuncio sul sito del Comune. Alla prima riunione si sono presentate venti persone. Molte non erano mai salite su un palco. «Alcuni tremavano solo all'idea di leggere un testo ad alta voce davanti agli altri», ricorda.
Le prove si fanno ogni martedì sera, per due ore e mezza. All'inizio Grazia ha proposto esercizi per sciogliersi: camminare nella sala esprimendo un'emozione, improvvisare un litigio, gridare il proprio nome. Poi è arrivato il momento di imparare le battute a memoria. Per Giacomo, il dentista, che ha il ruolo principale, non è stato facile. «Avevo fogli attaccati in tutta la casa, anche in bagno.»
La compagnia ha fatto tutto da sola. Una sarta del gruppo ha cucito i costumi del Settecento con vecchie tende. L'autista, bravo nei lavori manuali, ha costruito la scenografia. La prova generale è stata un disastro: porte che non si aprivano, attori che dimenticavano le battute. Grazia li ha tranquillizzati: «Generale brutta, prima bella.»
Aveva ragione. Stasera, nonostante un vuoto di memoria e una parrucca caduta, il pubblico ride dall'inizio alla fine. Alla fine applaude in piedi per cinque minuti. Dietro le quinte gli attori piangono e si abbracciano.
La compagnia ha già ricevuto inviti per recitare in tre paesi vicini. Giacomo ha scoperto una nuova vita: «A settantaquattro anni ho finalmente vinto la timidezza. E adesso voglio fare Pirandello.»