Era una domenica pomeriggio quando il telefono di Luciana, cinquantotto anni, farmacista a Ravenna, ha cominciato a squillare senza sosta. La prima a chiamare è stata la sorella: «Ma ti serve davvero un prestito? Perché non me l'hai chiesto a voce?» Poi un'amica, poi un cugino. Luciana non capiva. Solo dopo qualche minuto ha scoperto la verità: qualcuno era entrato nel suo account di messaggistica e stava scrivendo ai suoi contatti, fingendo di essere lei.
Il messaggio era sempre lo stesso: «Ciao, scusa il disturbo. Ho un'urgenza, devo pagare una bolletta ma la mia carta è bloccata. Puoi farmi una ricarica di cinquecento euro? Te li restituisco domani.» Purtroppo, due persone ci erano già cascate. Un'anziana zia aveva fatto una ricarica, e un ex collega aveva mandato un bonifico.
Come era successo? Luciana ci ha messo un po' a ricostruirlo. Il giorno prima aveva ricevuto un messaggio da un numero sconosciuto: «Ciao, ti ho mandato per errore un codice di sei cifre, puoi inoltrarmelo?» Lei, gentile e distratta, l'aveva fatto. In realtà quel codice era la chiave per attivare il suo account su un altro telefono. In pochi secondi i truffatori avevano preso il controllo.
Luciana, su consiglio del figlio che lavora nell'informatica, ha agito subito. Prima di tutto ha reinstallato l'applicazione sul suo telefono, per recuperare l'account con un nuovo codice: così il truffatore è stato espulso. Poi ha attivato la verifica in due passaggi, che richiede un codice segreto personale oltre a quello ricevuto via SMS. Ha pubblicato un messaggio su tutti i suoi social per avvisare amici e parenti. Infine, ha sporto denuncia alla Polizia Postale, portando le schermate dei messaggi falsi.
La zia e l'ex collega, purtroppo, non hanno ancora riavuto i loro soldi. La banca dell'ex collega ha aperto una pratica, ma le probabilità di recuperarli sono basse.
Oggi Luciana racconta la sua storia a tutti i clienti della farmacia. Ha anche appeso vicino alla cassa un cartello con tre regole semplici: «Non condividete mai i codici che ricevete per SMS. Se un amico vi chiede soldi per messaggio, telefonategli prima. Attivate la verifica in due passaggi.» «Mi sentivo in colpa per mia zia», dice. «Se il mio errore può evitare che succeda ad altri, almeno è servito a qualcosa.»