Nel reparto marketing di un'azienda di cosmetici di Varese lavorano sei persone. Fino a un anno fa, l'atmosfera era ottima: pranzi insieme, aperitivi il venerdì, battute continue. Poi è arrivata una nuova responsabile, Claudia, quarantacinque anni, che veniva da una grande multinazionale di Milano. E tutto è cambiato.
Claudia è competente, organizzata e molto esigente. Dal primo giorno ha introdotto nuove regole: riunioni ogni mattina alle otto e mezza, report settimanali su ogni progetto, obiettivi misurabili per ognuno. Ha cambiato il modo di lavorare con le agenzie esterne e ha cancellato due campagne pubblicitarie che, secondo lei, «non portavano risultati». Molte delle sue decisioni erano probabilmente giuste. Il problema era il modo.
«Non ci ha mai chiesto un parere», racconta Stefania, che lavora nel reparto da dodici anni. «Arrivava con le decisioni già prese. Se qualcuno faceva una domanda, sembrava che lo prendesse come un attacco personale.» Claudia, dal canto suo, aveva un'altra impressione. «Ho trovato una squadra simpatica, ma abituata a lavorare senza scadenze né controlli», ha spiegato più tardi.
In pochi mesi le tensioni sono aumentate. I pranzi insieme sono finiti. Le email sono diventate fredde e formali. Davide, il grafico, ha cominciato a cercare un altro lavoro. Matilde, la più giovane, ha avuto un attacco di ansia dopo una riunione in cui Claudia aveva criticato il suo lavoro davanti a tutti. Anche i risultati, paradossalmente, non miglioravano: le persone facevano il minimo indispensabile.
È stato il direttore del personale a intervenire. Dopo aver parlato con ognuno separatamente, ha proposto una cosa che in azienda non si era mai fatta: una giornata di lavoro con una mediatrice esterna, lontano dall'ufficio, in un agriturismo sul lago. All'inizio tutti erano scettici. Ma lì, per la prima volta, si sono parlati davvero. Claudia ha ascoltato le critiche senza difendersi. Ha ammesso di essere stata troppo dura e ha spiegato la pressione che riceveva dall'alto. Gli altri hanno riconosciuto che alcune sue idee erano buone.
Non è stata una magia. Ma qualcosa si è sbloccato. Le riunioni del mattino ora sono due alla settimana, e ognuno può proporre idee. Claudia ha imparato a fare i complimenti, non solo le critiche. E il venerdì, ogni tanto, è tornato l'aperitivo. Davide, alla fine, è rimasto.