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Il pane della nonna

CEFR level B1 · Topic: Food

Ogni volta che torno a Matera, mia nonna Angela mi accoglie con la stessa frase: «Sei dimagrita. Domani facciamo il pane.» Ha ottantasette anni, le mani nodose e una memoria di ferro. Fa il pane in casa da quando aveva dieci anni, come sua madre e sua nonna prima di lei. Solo quest'anno, a trentadue anni, ho deciso di imparare davvero.

Il lavoro comincia la sera prima. La nonna tira fuori dal frigorifero un barattolo di vetro con il lievito madre, una pasta acida e viva che lei «nutre» da decenni con farina e acqua. «È più vecchio di tua madre», dice con orgoglio. Lo mescoliamo con un po' di farina e acqua tiepida e lo lasciamo riposare sotto un panno tutta la notte.

La mattina dopo, alle sei, siamo già in cucina. La nonna usa solo semola di grano duro, quella gialla e granulosa tipica della Basilicata. Versa la farina sul tavolo di legno formando una specie di vulcano, ci mette al centro il lievito, l'acqua e il sale, e comincia a impastare. Io provo a imitarla, ma l'impasto mi si attacca dappertutto: alle dita, ai polsi, ai capelli. Lei ride. «Non lo devi accarezzare. Lo devi lavorare, con forza, con il peso del corpo.»

Impastiamo per quasi mezz'ora. Mi fanno male le braccia, ma l'impasto, poco a poco, diventa liscio ed elastico. Poi la nonna gli dà la forma tradizionale del pane di Matera, con dei tagli particolari sulla parte superiore. Una volta, mi spiega, ogni famiglia segnava il suo pane con un timbro di legno, perché si cuoceva tutti insieme nel forno pubblico del quartiere.

Poi bisogna aspettare. L'impasto deve lievitare per tre ore, coperto da una coperta di lana. «Il pane ha bisogno di tempo, come le persone», dice la nonna. Nel frattempo mi racconta della guerra, di quando la farina mancava e il pane si faceva con le patate.

Quando finalmente tiriamo fuori il pane dal forno, la cucina si riempie di un profumo che mi riporta all'infanzia. La crosta è croccante e scura, la mollica gialla e morbida. La nonna mi guarda e dice: «Non è venuto male. La prossima volta lo fai da sola.» Detto da lei, è il complimento più grande del mondo.

Glossary

dimagrire
to lose weight
nodoso
gnarled
una memoria di ferro
a memory like a steel trap
il barattolo
jar
il lievito madre
sourdough starter
nutrire
to feed
tiepido
lukewarm
il panno
cloth
il grano duro
durum wheat
granuloso
grainy
impastare
to knead
accarezzare
to stroke, caress
liscio
smooth
lievitare
to rise (dough)
la crosta
crust
la mollica
soft inside of bread, crumb

Comprehension questions

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  1. Con quale frase accoglie la nonna la nipote?
    • «Che bella che sei!»
    • «Sei dimagrita. Domani facciamo il pane.»
    • «Hai fame?»
    • «Finalmente sei tornata.»
  2. Che cos'è il lievito madre?
    • Una pasta acida e viva nutrita con farina e acqua
    • Un lievito comprato al supermercato
    • Un tipo di farina
    • Un dolce tradizionale
  3. Vero o falso? La nonna usa farina bianca normale.
  4. Che consiglio dà la nonna per impastare?
    • Usare la planetaria
    • Lavorarlo con forza e con il peso del corpo
    • Aggiungere molta acqua
    • Impastare piano
  5. Perché una volta ogni famiglia segnava il suo pane?
    • Per decorarlo
    • Per motivi religiosi
    • Per venderlo
    • Perché si cuoceva tutti insieme nel forno pubblico
  6. Quanto tempo deve lievitare l'impasto?
    • Dieci minuti
    • Tre ore
    • Un giorno
    • Mezz'ora
  7. Vero o falso? Durante la guerra il pane si faceva anche con le patate.
  8. Qual è il «complimento più grande del mondo»?
    • «È perfetto.»
    • «Sei brava come tua madre.»
    • «È meglio del mio.»
    • «Non è venuto male. La prossima volta lo fai da sola.»

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