Gentili condomini,
scrivo questo avviso a nome dell'amministrazione del condominio di via San Vitale 48, a Bologna, dopo le numerose lamentele ricevute nelle ultime settimane. Il tema, come molti di voi immagineranno, sono le biciclette nell'androne.
Negli ultimi due anni il numero di biciclette nel palazzo è aumentato moltissimo. Ne abbiamo contate ventisei, tra bici normali, bici elettriche, cargo bike e monopattini, per diciotto appartamenti. Il cortile interno, dove dovrebbero essere parcheggiate, ha posto solo per quindici. Così molte vengono lasciate nell'androne, appoggiate al muro, davanti alle cassette della posta e perfino sotto le scale.
Capisco perfettamente che la bicicletta sia un mezzo comodo ed ecologico, e che nessuno voglia lasciarla in strada, dove i furti sono purtroppo frequenti. Ma la situazione attuale crea problemi seri. La signora Lambertini, che ha ottantadue anni e cammina con il bastone, è caduta due settimane fa inciampando in una ruota. Per fortuna non si è fatta male, ma poteva andare molto peggio. Inoltre, il portiere lamenta che non riesce più a pulire il pavimento. E soprattutto, secondo le norme antincendio, l'androne è una via di fuga e deve restare libero.
Il regolamento del condominio, all'articolo 12, vieta di lasciare oggetti nelle parti comuni. Tuttavia, non vogliamo limitarci a vietare. Per questo, nell'assemblea di giovedì 20 alle 21, nella sala della parrocchia, discuteremo alcune proposte concrete:
1. Installare nel cortile delle rastrelliere verticali, che permetterebbero di parcheggiare fino a trenta biciclette nello stesso spazio. Il costo stimato è di circa milleottocento euro, da dividere tra tutti i condomini.
2. Trasformare la vecchia cantina comune, oggi piena di mobili abbandonati, in un deposito per bici chiuso a chiave.
3. Stabilire una regola per cui le bici abbandonate o non usate da più di sei mesi verranno rimosse, dopo un avviso.
Nel frattempo, chiedo a tutti di non lasciare più biciclette nell'androne, a partire da lunedì. Chi non ha posto in cortile può, temporaneamente, portarle in cantina o in appartamento.
Confido nella collaborazione e nel buon senso di tutti. La convivenza in un condominio, come sapete, funziona solo se ognuno fa un piccolo passo verso gli altri.
Cordiali saluti,
Avv. Mirella Gardini, amministratrice