Cara Paola di vent'anni,
oggi compio quarant'anni e, invece di festeggiare con una torta, ho deciso di scriverti. Tu adesso sei seduta su una panchina del lungomare di Salerno, con gli appunti di giurisprudenza sulle ginocchia, e ti chiedi se hai sbagliato tutto. Non preoccuparti: non hai sbagliato tutto. Ma alcune cose vorrei dirtele.
Prima di tutto: lascia giurisprudenza. Lo so che papà sarebbe felice di avere una figlia avvocata, e che hai paura di deluderlo. Ma tu passi le ore a disegnare sui margini dei codici, non a studiarli. Io l'ho capito a ventisei anni, dopo la laurea, il praticantato e una crisi di pianto in tribunale. Oggi faccio l'architetta d'interni, e amo il mio lavoro. Papà, alla fine, è più orgoglioso di me adesso di quanto sarebbe stato prima.
Secondo: smetti di confrontarti con le altre. Non sei troppo alta, non hai il naso storto, e la tua risata non è troppo forte. Anzi, è la cosa che le persone ricordano di te. Avrei voluto saperlo prima, invece di passare anni a nascondermi nelle foto.
Terzo: chiama più spesso la nonna Rosa. Lo so che le sue telefonate sono lunghe e ripete sempre le stesse storie. Ma un giorno ti mancheranno da morire, e pagheresti qualsiasi cifra per sentire ancora la sua voce che ti chiama «piccerè».
Quarto: non avere fretta. Hai l'impressione che tutti stiano andando avanti più velocemente di te: le amiche che si sposano, quelle che trovano subito lavoro. Ma la vita non è una gara. Io mi sono sposata a trentaquattro anni, con un uomo che non avresti mai immaginato: un falegname che ama i libri e cucina meglio di me. E abbiamo una bambina di quattro anni che ha la tua stessa risata.
Non tutto è andato bene, naturalmente. Ho perso delle persone care, ho avuto un periodo di depressione, ho fatto scelte sbagliate con i soldi. Ma da ogni difficoltà ho imparato qualcosa, e oggi mi sento più forte di te.
Ultima cosa: viaggia. Vai a Lisbona con Federica quest'estate, anche se non hai soldi. Dormite in ostello, mangiate panini. Sarà uno dei ricordi più belli della tua vita.
Ti voglio bene, anche se ancora non lo sai.
Paola di quarant'anni