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Il mio armadio di seconda mano

CEFR level B1 · Topic: Shopping

Fino all'anno scorso, Beatrice, ventisei anni, commessa in una libreria di Firenze, comprava vestiti nuovi quasi ogni settimana. Magliette a cinque euro, pantaloni a quindici, vestiti per una sola festa. Il suo armadio era pieno, eppure aveva sempre l'impressione di non avere niente da mettersi. Poi, una sera, ha visto un documentario sull'industria della moda veloce, e qualcosa si è rotto.

Il film mostrava le fabbriche in Asia dove lavorano milioni di persone, spesso donne giovanissime, per pochi euro al giorno e in condizioni pericolose. Mostrava i fiumi colorati dalle tinture chimiche, e le montagne di vestiti usati che finiscono nelle discariche dell'Africa o del Sud America, dove nessuno li vuole. Beatrice ha scoperto che per produrre una sola maglietta di cotone servono migliaia di litri d'acqua, e che molti capi vengono indossati solo poche volte prima di essere buttati.

«Ho guardato il mio armadio e mi sono vergognata», racconta. Così ha preso una decisione: per un anno intero, niente vestiti nuovi. Solo usato, scambi o riparazioni.

All'inizio non è stato facile. Beatrice non sapeva dove cercare. Poi ha scoperto un mondo. A Firenze ci sono diversi negozi vintage e mercatini dell'usato, dove si trovano capi di qualità a prezzi bassissimi: un cappotto di lana a venticinque euro, una giacca di pelle a trenta. Ha cominciato a usare le app per vendere e comprare abiti usati. E con alcune amiche organizza ogni due mesi uno «swap party», una festa dove ognuno porta i vestiti che non mette più e li scambia con quelli degli altri.

Ha anche imparato a riparare. Sua nonna le ha insegnato a cucire un bottone, a fare un orlo, a rammendare un buco nei maglioni. «Prima, se un vestito aveva un piccolo difetto, lo buttavo», dice. «Ora lo sistemo e mi piace di più, perché ha una storia.»

Dopo un anno, il bilancio è sorprendente. Beatrice ha speso circa un terzo di quello che spendeva prima. Il suo armadio contiene meno vestiti, ma li usa tutti. E ha sviluppato uno stile personale, che le amiche le invidiano. «Il problema», confessa, «è che adesso sono diventata un po' insopportabile. Ogni volta che qualcuno compra una maglietta a tre euro, gli faccio una lezione.»

Glossary

la commessa
shop assistant
l'impressione
impression, feeling
la moda veloce
fast fashion
la tintura
dye
il capo
item of clothing
indossare
to wear
vergognarsi
to be ashamed
lo scambio
swap
il mercatino dell'usato
second-hand market
la pelle
leather
cucire
to sew
l'orlo
hem
rammendare
to darn, mend
il difetto
flaw, defect
sviluppare
to develop
insopportabile
unbearable

Comprehension questions

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  1. Quanto spesso Beatrice comprava vestiti nuovi?
    • Una volta all'anno
    • Ogni mese
    • Quasi ogni settimana
    • Mai
  2. Che cosa le ha fatto cambiare idea?
    • Un viaggio in Asia
    • Un articolo di giornale
    • Un consiglio della nonna
    • Un documentario sulla moda veloce
  3. Vero o falso? Per produrre una maglietta di cotone serve poca acqua.
  4. Quale decisione ha preso Beatrice?
    • Per un anno niente vestiti nuovi
    • Non comprare più niente
    • Comprare solo online
    • Comprare solo vestiti costosi
  5. Che cos'è uno «swap party»?
    • Un corso di cucito
    • Un mercato vintage
    • Una sfilata di moda
    • Una festa dove ci si scambia vestiti
  6. Che cosa le ha insegnato la nonna?
    • A cucire un bottone, fare un orlo e rammendare
    • A fare la maglia
    • A vendere vestiti
    • A cucinare
  7. Vero o falso? Dopo un anno Beatrice ha speso circa un terzo rispetto a prima.
  8. Che cosa confessa Beatrice alla fine?
    • Di aver comprato una maglietta nuova
    • Di essere diventata un po' insopportabile
    • Di essersi annoiata
    • Di voler aprire un negozio

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