Due anni fa Jacopo, che allora aveva quindici anni, doveva fare delle ore di volontariato per un progetto della scuola. Ha scelto una casa di riposo per anziani a Varese, vicino a casa sua. Pensava di andarci solo per un mese. Invece ci va ancora, ogni sabato mattina.
Il primo giorno era molto timido. Non sapeva di che cosa parlare con persone di ottanta o novant'anni. Una volontaria più esperta, Carla, gli ha dato un consiglio: «Non devi fare niente di speciale. Ascolta. Loro hanno tante storie da raccontare.»
Così Jacopo ha cominciato ad ascoltare. Il signor Ernesto, ex ferroviere, gli ha raccontato i suoi viaggi in treno in tutta Europa. La signora Lina, che ha novantatré anni, gli ha insegnato a giocare a scopa, e lo batte quasi sempre. Il signor Franco, che non vede più bene, gli chiede di leggergli il giornale sportivo.
Jacopo, invece, ha insegnato ad alcuni ospiti a fare videochiamate con il tablet. Ora la signora Lina parla ogni settimana con la nipote che vive in Canada.
A volte è triste: l'inverno scorso il signor Ernesto è morto. Ma Jacopo non pensa di smettere. «Qui ho imparato più cose che a scuola», dice. «E ho trovato dei nonni in più.»