Erano le due di notte quando Marta si è svegliata. Nella camera accanto, il suo bambino Leonardo, due anni, tossiva in modo strano: una tosse forte e secca, come l'abbaiare di un cane. Respirava con fatica e piangeva.
Marta ha svegliato il marito, Alberto. Hanno misurato la febbre: trentotto e mezzo. Leonardo continuava a tossire e aveva paura. Marta era spaventata e non sapeva se aspettare la mattina o uscire subito. Ha chiamato la guardia medica. Il medico le ha fatto alcune domande e poi ha detto: «Probabilmente è laringite. Portatelo in un posto con aria fresca e umida. Se non migliora in mezz'ora, andate al pronto soccorso.»
Alberto ha aperto la finestra del bagno e ha fatto scorrere l'acqua calda della doccia per fare vapore. Dopo mezz'ora Leonardo respirava ancora male. Allora sono partiti in macchina per l'ospedale di Salerno.
Al pronto soccorso pediatrico c'erano poche persone. Un'infermiera li ha fatti passare subito. La dottoressa ha visitato Leonardo e ha confermato: laringite. Gli ha dato una medicina da respirare con una piccola maschera. In un'ora stava molto meglio e si è addormentato in braccio al papà.
Sono tornati a casa alle sei, all'alba. Marta ha pensato: «La notte più lunga della mia vita. Ma è finita bene.»