Ogni prima domenica del mese, da più di trent'anni, la famiglia Lo Cascio si riunisce per pranzo a casa della nonna Pina, a Palermo. Vengono tutti: i quattro figli con mogli e mariti, i nove nipoti, e adesso anche due pronipoti piccolissimi. In tutto sono ventidue persone.
La nonna comincia a cucinare il venerdì. Il menù è quasi sempre lo stesso, perché nessuno vuole cambiarlo. Come antipasto ci sono le panelle e le arancine. Poi arriva il piatto più atteso: gli anelletti al forno, una pasta con ragù, piselli e formaggio. Come secondo c'è la carne, con le verdure. E alla fine i cannoli, che lo zio Totò compra sempre nella stessa pasticceria.
Il tavolo della sala da pranzo non basta, quindi aggiungono il tavolo della cucina e quello del balcone. I bambini mangiano a un tavolino a parte e fanno molto rumore.
A tavola si parla di tutto: di calcio, di politica, del lavoro e dei fidanzati dei nipoti. A volte si litiga, soprattutto quando si parla di calcio. Ma alla fine si ride sempre.
Quest'anno la nonna compie novant'anni. Sua nipote Giulia ha cominciato a scrivere tutte le sue ricette in un quaderno. «Così», dice, «tra trent'anni il pranzo della domenica lo faccio io.»