A ottobre la terza media di Elisa ha fatto una gita al castello di Fénis, in Valle d'Aosta. Il pullman è partito da Ivrea alle otto. I ragazzi cantavano, mangiavano patatine e l'insegnante di storia, il professor Gatti, cercava di parlare del Medioevo con il microfono. Nessuno ascoltava.
Ma quando il castello è apparso tra le montagne, tutti sono rimasti in silenzio. Aveva torri alte, mura doppie e un aspetto da film. «È del Trecento», ha spiegato il professore. «Apparteneva alla famiglia Challant, molto potente in questa valle.»
Una guida li ha accompagnati dentro. Nel cortile c'erano affreschi bellissimi con santi e cavalieri. Poi hanno visto la cucina, enorme, con un camino dove si poteva arrostire un maiale intero. Nelle camere i letti erano corti: la guida ha detto che allora si dormiva quasi seduti.
Il momento preferito di Elisa è stato quando la guida ha raccontato le leggende del castello: si dice che di notte un fantasma cammini nei corridoi. Il suo compagno Marco ha fatto finta di avere paura e tutti hanno riso.
Nel pomeriggio hanno fatto un picnic nel prato sotto le mura. Sul pullman, tornando, Elisa ha scritto nel diario: «La storia è più bella quando la puoi toccare.»