Quando Lorenza ha trovato lavoro in una casa editrice a Milano, era felicissima. Poi ha cominciato a cercare un appartamento e la felicità è diminuita. Gli affitti erano altissimi: per un bilocale in centro chiedevano più di milleduecento euro al mese, quasi tutto il suo stipendio.
Per tre settimane ha guardato annunci ogni sera. Ha visitato sette appartamenti. Uno era al piano terra, buio e umido. Un altro era bellissimo nelle foto, ma in realtà era una stanza con una cucina nell'armadio. Al terzo c'erano venti persone in fila per la stessa visita.
Alla fine ha deciso di cercare più lontano dal centro, vicino a una fermata della metropolitana. A Sesto San Giovanni ha visto un bilocale al terzo piano, con un balcone e una cucina vera. L'affitto era di ottocento euro più le spese condominiali.
L'agente immobiliare le ha spiegato le condizioni: contratto di quattro anni, tre mesi di deposito cauzionale e la provvigione dell'agenzia. Lorenza doveva anche mostrare la busta paga e il contratto di lavoro.
Ha fatto due conti e ha firmato. Con la metro arriva in ufficio in venticinque minuti. «Non è il centro», dice, «ma la sera dal balcone vedo il tramonto. E i soldi mi bastano anche per uscire.»