Ogni anno a dicembre Serena va a Vienna a trovare sua sorella, che lavora lì. Di solito prendeva l'aereo da Venezia: un'ora di volo, ma anche due ore per arrivare all'aeroporto, i controlli e l'attesa. Quest'anno ha deciso di provare il treno notturno, per inquinare meno.
Ha prenotato una cuccetta in uno scompartimento da sei persone. Il biglietto costava sessantanove euro, più o meno come l'aereo. Il treno partiva da Venezia Santa Lucia alle nove di sera e arrivava a Vienna alle otto e mezza di mattina.
Nello scompartimento c'erano una coppia di pensionati austriaci, due studenti spagnoli e una signora con un bambino. All'inizio tutti erano un po' timidi. Poi la signora austriaca ha aperto una scatola di biscotti di Natale e li ha offerti a tutti. In un'ora parlavano tutti in un misto di inglese, italiano e tedesco.
Verso le undici il controllore ha preparato i letti. Serena era sul letto più alto. Ha dormito abbastanza bene, anche se il treno a volte si fermava con un rumore forte nelle stazioni.
La mattina il controllore ha portato a tutti un caffè e un cornetto. Dal finestrino si vedevano campi bianchi di neve. Alla stazione, la sorella l'aspettava sul binario. «Allora?» «La prossima volta prendo di nuovo il treno.»