Il martedì scorso Andrea, l'amico di Nicolò, ha avuto un'operazione al ginocchio all'ospedale di Pisa. Si era fatto male giocando a calcetto: il legamento si era rotto. L'operazione è andata bene, ma doveva restare in ospedale tre giorni.
Il mercoledì pomeriggio Nicolò è andato a trovarlo. Prima è passato da una libreria e gli ha comprato un giallo, perché Andrea ama i romanzi polizieschi. Poi ha preso anche dei biscotti, anche se non sapeva se in ospedale si potevano portare.
All'ingresso un'infermiera gli ha spiegato le regole: orario di visita dalle 15 alle 19, massimo due persone per paziente. Nicolò ha preso l'ascensore fino al quarto piano, reparto ortopedia, stanza 412.
Andrea era a letto con la gamba fasciata e appoggiata su un cuscino. Era pallido ma di buon umore. «Il cibo qui è terribile», ha detto subito. Nicolò ha tirato fuori i biscotti e Andrea li ha nascosti nel comodino ridendo.
Hanno parlato per un'ora: della partita, del lavoro, del fisioterapista che doveva venire il giorno dopo. Andrea dovrà usare le stampelle per un mese e fare molta riabilitazione.
Quando Nicolò è andato via, Andrea ha detto: «Grazie. La giornata qui è lunghissima. Torna presto, e porta altri biscotti.»