Kofi è arrivato in Italia dal Ghana tre anni fa e lavora in un magazzino vicino a Bologna. Per chiedere il permesso di soggiorno di lungo periodo doveva superare un esame di italiano di livello A2. Per un anno ha frequentato un corso serale gratuito al centro per adulti, due volte alla settimana, dopo il lavoro.
Non era facile. Dopo otto ore in magazzino era stanco e a volte si addormentava sul libro. Ma la sua insegnante, la professoressa Mancini, gli diceva sempre: «Un po' ogni giorno, Kofi. Anche solo dieci minuti.» Così ascoltava la radio in italiano in macchina e parlava con i colleghi durante la pausa.
Il giorno dell'esame era un sabato mattina. Kofi era così nervoso che non ha fatto colazione. L'esame aveva quattro parti: ascolto, lettura, scrittura e una parte orale. La lettura è andata bene. Nella scrittura doveva scrivere un'email a un amico per invitarlo a cena: facile. L'ascolto era più difficile, perché la registrazione era veloce.
Nella parte orale ha parlato del suo lavoro e della sua famiglia in Ghana. L'esaminatrice sorrideva.
Un mese dopo è arrivata la lettera: superato, con ottimi risultati. Kofi ha portato una torta alla professoressa Mancini. Adesso vuole prepararsi per il B1.