Ogni anno gli studenti del quarto anno dell'istituto alberghiero di Parma fanno uno stage di due settimane in un'azienda. Martina, sedici anni, ha scelto il forno Pagani, un panificio storico in centro. Voleva diventare pasticciera, ma prima voleva capire se le piaceva davvero lavorare con le mani.
Il primo giorno la sveglia ha suonato alle tre e mezza. Martina è arrivata al forno alle quattro, ancora mezza addormentata. Dentro faceva un caldo incredibile e c'era un profumo meraviglioso. Il fornaio, il signor Ugo, le ha dato un grembiule bianco e un cappello. «Qui si lavora quando gli altri dormono», le ha detto sorridendo.
La prima settimana Martina ha soprattutto pesato la farina, pulito i tavoli e messo il pane nei sacchetti. Era stanca e le facevano male i piedi. La seconda settimana il signor Ugo le ha insegnato a impastare e a dare forma alle michette e ai cornetti. I primi erano storti, ma il signor Ugo li ha messi in vendita lo stesso.
L'ultimo giorno Martina ha preparato da sola una crostata di albicocche. I clienti l'hanno finita in un'ora. Il signor Ugo le ha detto: «Se vuoi, d'estate puoi tornare a lavorare qui.»