Gennaro fa l'autista di autobus a Napoli da vent'anni. Il lavoro è stressante: traffico, clacson, passeggeri arrabbiati. Per anni ha mangiato male: sfogliatelle a colazione, pizza fritta a pranzo, cinque o sei caffè al giorno. E dopo il lavoro si sedeva sul divano davanti alla televisione.
A cinquant'anni, durante una visita di controllo, il medico dell'azienda ha guardato le sue analisi e ha detto: «Signor Esposito, la pressione è alta e il colesterolo pure. Se continua così, rischia un infarto.» Gennaro si è spaventato.
Quella sera ne ha parlato con la moglie, Rosaria. Hanno deciso di cambiare insieme. A colazione adesso mangiano yogurt e frutta. A pranzo Gennaro porta da casa un'insalata di farro o pasta con le verdure. I caffè sono diventati due.
La cosa più difficile è stata il movimento. Gennaro ha cominciato a camminare sul lungomare ogni sera, prima mezz'ora, poi un'ora. Dopo tre mesi ha comprato una bicicletta. La domenica, invece di dormire, va in bici fino a Posillipo con un gruppo di amici.
Dopo un anno ha perso dodici chili e la pressione è tornata normale. «Mi sento più giovane», dice. «E guido anche con più pazienza.»