Quando Angela e Nicola hanno deciso di sposarsi, tutti si aspettavano un grande matrimonio: in Puglia, di solito, si invitano duecento o trecento persone. Ma loro volevano qualcosa di diverso. «Non vogliamo spendere trentamila euro per una sola giornata», ha detto Angela. «Preferiamo usare i soldi per la casa.»
Si sono sposati in comune a Lecce un sabato di giugno, con solo i testimoni e i genitori. Poi sono andati tutti nel giardino della nonna di Nicola, una vecchia masseria in campagna, sotto gli ulivi.
Gli invitati erano quaranta: i parenti più vicini e gli amici veri. Non c'era un ristorante, non c'era un catering. Le zie hanno cucinato per tre giorni: orecchiette, parmigiana, polpette e verdure dell'orto. Lo zio Franco ha portato il vino fatto da lui. La torta l'ha preparata la migliore amica di Angela, che fa la pasticciera.
Invece di una band, un cugino suonava la chitarra. Verso sera tutti hanno ballato la pizzica, la danza tradizionale del Salento, anche i nonni.
Angela aveva un vestito semplice, comprato in un piccolo negozio, e fiori di campo nei capelli. «È stato il giorno più bello della mia vita», ha detto. «E non abbiamo fatto debiti.»