Era un martedì di gennaio ad Aosta. Fuori nevicava da ore e alle sei di sera era già buio. Elena stava cucinando una minestra e i due figli facevano i compiti al tavolo della cucina. All'improvviso, la luce si è spenta. Anche il frigorifero ha smesso di fare rumore. Silenzio totale.
«Mamma! Non vedo niente!» ha gridato Pietro, il più piccolo.
Elena ha cercato il telefono e ha acceso la torcia. Prima ha controllato il quadro elettrico in corridoio: era tutto a posto. Poi ha guardato dalla finestra: anche le case dei vicini e i lampioni della strada erano spenti. Era un guasto di tutto il quartiere, forse per la neve.
In un cassetto ha trovato delle candele e le ha messe sul tavolo. Per fortuna i fornelli erano a gas, così la minestra è stata pronta lo stesso. Hanno cenato a lume di candela, come in un film.
Dopo cena non c'era televisione né internet. Allora Elena ha preso un vecchio gioco da tavolo e hanno giocato tutti insieme, avvolti nelle coperte. I bambini ridevano e facevano ombre cinesi sul muro.
La luce è tornata alle dieci. «Uffa», ha detto Pietro. «Era più bello al buio.»