Ogni mattina alle sette e mezza Davide aspetta l'autobus 23 alla fermata sotto casa, a Bergamo. E quasi ogni mattina c'è anche la signora Gina, la vicina del secondo piano, che va al mercato o dal medico. La signora Gina ama parlare.
«Buongiorno, Davide! Che freddo stamattina, eh?»
«Buongiorno, signora Gina. Sì, ieri sera ha anche gelato. Ho dovuto pulire il vetro della macchina.»
«E perché oggi prende l'autobus?»
«La macchina è dal meccanico. Fa un rumore strano.»
«Ah, anche quella di mio figlio! Le macchine di oggi sono tutte uguali, si rompono sempre.»
Poi la signora Gina ha cambiato argomento, come sempre. Ha raccontato che sua nipote si era laureata la settimana prima, che il prezzo del pane era aumentato di nuovo e che al terzo piano era arrivata una famiglia nuova, molto simpatica. «Hanno un bambino piccolo che piange la notte, ma poverino, è normale.»
Davide ascoltava e annuiva. A volte, la mattina, avrebbe preferito il silenzio. Ma quando un giorno la signora Gina non c'era, si è preoccupato e le ha suonato il campanello la sera. Aveva solo un raffreddore. «Grazie, Davide, sei un tesoro», ha detto lei.