A luglio Giorgia è tornata a Bari dopo un anno di lavoro a Londra. Era felicissima di rivedere la famiglia. All'aeroporto ha aspettato la sua valigia vicino al nastro per mezz'ora. Le altre valigie arrivavano una dopo l'altra, ma la sua, una valigia grande e arancione, non c'era.
Alla fine il nastro si è fermato. Giorgia è andata all'ufficio bagagli smarriti, dove c'erano già altri cinque passeggeri arrabbiati. L'impiegata le ha chiesto la carta d'imbarco e l'etichetta del bagaglio. Poi ha controllato al computer. «La sua valigia è rimasta a Londra. Probabilmente arriva domani con il volo della sera.»
Giorgia ha compilato un modulo con il suo indirizzo e il numero di telefono. Ha descritto la valigia e il contenuto: vestiti, scarpe, regali per la famiglia e il suo computer vecchio. L'impiegata le ha dato un numero di pratica e un piccolo kit con spazzolino, dentifricio e una maglietta.
La sera Giorgia ha dovuto prendere in prestito un pigiama di sua sorella. Il giorno dopo, nessuna notizia. Ha chiamato tre volte. Finalmente, dopo due giorni, un corriere ha portato la valigia a casa. Era un po' sporca, ma dentro c'era tutto. I regali per la famiglia erano salvi.