Lunedì mattina alle sette e dieci Valerio era sul binario 4 della stazione di Prato. Ogni giorno prendeva il regionale delle sette e venti per andare al lavoro a Firenze. Era un viaggio di venticinque minuti.
Alle sette e un quarto l'altoparlante ha annunciato: «Si avvisano i signori viaggiatori che il treno regionale 3105 per Firenze Santa Maria Novella delle ore sette e venti è soppresso per un guasto tecnico. Ci scusiamo per il disagio.»
Sul binario tutti hanno protestato. Un signore anziano diceva che succedeva sempre. Una ragazza telefonava al suo capo. Valerio ha controllato l'app delle ferrovie: il treno successivo partiva alle sette e cinquanta, ma era già segnalato in ritardo di quindici minuti.
Allora Valerio ha cercato un'alternativa. Un collega che abitava vicino alla stazione andava a Firenze in macchina. Valerio gli ha mandato un messaggio: «Sei già partito? Il mio treno è stato cancellato.» Il collega ha risposto subito: «Passo a prenderti tra cinque minuti, davanti alla stazione.»
Con il traffico, sono arrivati in ufficio alle otto e quaranta, con dieci minuti di ritardo. Il pomeriggio Valerio ha chiesto il rimborso del biglietto sul sito. Poi ha deciso di organizzarsi con il collega per andare in macchina insieme il lunedì.