La signora Concetta ha settantaquattro anni e abita nel centro di Palermo. Da trent'anni, ogni martedì e ogni venerdì, va al mercato di Ballarò. Ha cominciato quando i suoi figli erano piccoli, e non ha mai smesso.
Esce di casa alle sette e mezza, con il suo carrello a righe. A quell'ora il mercato è già pieno di voci: i venditori gridano i prezzi e i nomi della frutta, quasi cantando. Concetta conosce tutti.
Prima passa da Totò, il pescivendolo. Lui le mette da parte il pesce spada più fresco. «Per voi, signora, il migliore», dice sempre. Poi va dal fruttivendolo per i limoni, i carciofi e le arance. In inverno compra anche i broccoli per la pasta.
Prima, il mercato era diverso. C'erano solo palermitani e tutti parlavano dialetto. Oggi ci sono anche venditori del Bangladesh e del Ghana, e tanti turisti con le macchine fotografiche. A Concetta non dispiace. «Il mercato è vivo», dice.
Alla fine si ferma sempre allo stesso chiosco e mangia una panella calda. Poi torna a casa piano piano. Suo figlio le dice di fare la spesa online. Lei ride: «Online non c'è Totò!»