Kofi è arrivato a Torino dal Ghana per una conferenza. Aveva un pomeriggio libero e voleva vedere il Museo Egizio, il più importante d'Europa. Il suo albergo era vicino alla stazione di Porta Nuova. «È facile, sono dieci minuti a piedi», gli aveva detto il receptionist.
Kofi è uscito, ma dopo un po' ha capito di essersi perso. Ha fermato una signora con un cane. «Scusi, il Museo Egizio?» La signora ha indicato a destra: «Sempre dritto, poi giri a sinistra.» Kofi ha camminato per cinque minuti, ma non ha visto nessun museo.
Allora ha chiesto a un ragazzo in bicicletta. Il ragazzo ha riso: «No, è dall'altra parte! Torni indietro fino a piazza San Carlo, poi prenda via Accademia delle Scienze.»
Kofi è tornato indietro. In piazza San Carlo ha chiesto ancora, a un vigile. Il vigile è stato molto gentile e lo ha accompagnato fino all'angolo. «Ecco, è quel palazzo grande. Vede la fila di persone?»
Kofi è arrivato al museo dopo cinquanta minuti invece di dieci. Ma dentro ha visto mummie, statue e papiri di tremila anni fa. «Valeva la pena perdersi», ha pensato.