Sabato scorso Giulia ha comprato una moka elettrica in un negozio di elettrodomestici a Verona. L'ha pagata quarantacinque euro. Domenica mattina ha messo l'acqua e il caffè e ha premuto il pulsante. Niente. La luce non si accendeva. Ha provato un'altra presa, ma la moka non funzionava.
Lunedì, dopo il lavoro, Giulia è tornata al negozio con la scatola e lo scontrino. All'assistenza clienti c'era una lunga fila. Ha aspettato venti minuti.
Alla fine un commesso gentile l'ha ascoltata. Ha attaccato la moka alla corrente dietro il bancone: non funzionava neanche lì. «Vuole un cambio o un rimborso?» le ha chiesto.
Giulia ha pensato un momento. Ha scelto il rimborso, perché non si fidava più di quel modello. Il commesso le ha restituito i soldi sulla carta e si è scusato per il disturbo.
Uscendo, Giulia è passata davanti al reparto delle caffettiere. Ha comprato una vecchia moka da mettere sul fornello, come quella di sua nonna. Costava solo diciotto euro. Quella sera ha bevuto un ottimo caffè e ha pensato: «A volte le cose semplici sono le migliori.»